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Edilizia

Il settore dell’edilizia, secondo quanto riportato nel Testo Unico sulla sicurezza, comprende “lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, trasformazione, rinnovamento o smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le parti strutturali delle linee elettriche e le parti strutturali degli impianti elettrici, le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche e, solo per la parte che comporta lavori edili o di ingegneria civile, le opere di bonifica, di sistemazione forestale e di sterro”.

I lavoratori nei cantieri edili sono frequentemente esposti a rischi derivanti perlopiù dalla conduzione di veicoli, dall’uso di macchinari e da movimenti o posture pericolose (cadute o contusioni).
Tuttavia, gli operai edili possono incorrere in rischi di diversa natura determinati, ad esempio, dalla presenza di sostanze microbiologiche in grado di provocare patologie infettive, allergiche e tossiche:

  • Funghi, muffe e lieviti (in ambienti con elevata umidità e ventilazione e qualità dell’aria scarse);
  • Carica batterica totale mesofila (proliferazione batterica animale o umana con temperature intorno ai 37°C);
  • Carica batterica totale psicrofila (contaminazione batterica ambientale con una temperatura di crescita ottimale intorno ai 25 °C).

Il rischio biologico in edilizia include, inoltre, la presenza nel terriccio o sul materiale sporco della Spora Tetanica che, introducendosi nell’organismo, può provocare il tetano.
Il datore di lavoro, al fine di salvaguardare la salute dei propri dipendenti, è chiamato ad adottare le misure tecniche e igieniche di cui agli articoli 272 e 273 del Decreto Legislativo 81 del 2008.